ROMA MAKERS

ROMA MAKERS

“Il FABLAB è il primo esempio di laboratorio condiviso. La spinta alla sua realizzazione viene dall’esperienza europea. Si ispirano al modello americano ma lo rielaborano e personalizzano. Vi sono macchinari per fare prototipi. Questo FABLAB nasce attraverso un autofinanziamento ed il laboratorio inizialmente fu costituito con materiali e macchinari portati in sede dai fondatori; hanno preferito non attendere i fondi europei che sono poi arrivati per la realizzazione delle altre sedi. La copertura delle spese avviene attraverso il tesseramento degli associati che con il pagamento di una tariffa oraria possono realizzare le loro opere che poi saranno anche in sede successivamente vendute. Il laboratorio opera su un modello di cultura open; condividono con tutto il mondo progetti che possono essere da tutti liberamente replicati. Successivamente la Regione ha riconosciuto questo progetto ed attualmente ha appoggiato l’apertura di altri FABLAB in tutto il Lazio. Quello di Garbatella è il punto di riferimento e gestisce non solo i fablab laziali ma anche quelli nazionali. Hanno realizzato una rete e attualmente in ogni fablab lavorano due dipendenti regionali.
– Roma (moda e design)
– Bracciano (agroalimentare)
– Latina (bioetica)
– Viterbo (beni culturali)
Hanno in progetto da qui a cinque anni di realizzare un’ attività di bioetica: intendono realizzare materiali (come ad esempio pigmenti per colorare) con l’utilizzo dei batteri. Intraprendere una ricerca e costruire macchine di biologia a partire da progetti open source. Il FabLab ha rivoluzionato soprattutto negli ultimi anni il modo di disegnare: viene meno il lavoro manuale perché è un lavoro affidato alle macchine che sono comandate attraverso l’inserimento di algoritmi. Hanno incontrato alcune problematicità per partire e far capire alla gente cosa fosse. Attualmente ogni mercoledì realizzano un open day per permettere alle persone del quartiere di visitare il posto ed eventualmente iniziare ad utilizzarlo; in media si “avvicinano” al FabLab 20/30 nuove persone a settimana. Realizzano attività con i bambini, convenzioni con scuole medie, eventi ludici (OpenSorso). Il Comune si è sempre mostrato abbastanza collaborativo, avvicinando il fablab agli artigiani; meno collaborativo nell’avvicinare le scuole, dato che questo possiede una fondazione. La popolazione si è sempre mostrata disponibile e frequenta spesso il laboratorio.”

 

Comunità collaborativa che se ne prende cura

Ci sono cittadini, associazioni, imprenditori o commercianti, scuole, università o altre istituzioni culturali che si stanno prendendo cura (o hanno manifestato l’intenzione di prendersi cura) di questa risorsa condivisa nell’interesse della collettività? Si

Come si chiama la comunità? Roma Makers

Governance

Questa comunità collaborativa ha dato vita a una forma di gestione della risorsa condivisa che sia sostenibile dal punto di vista ambientale, economico, sociale, culturale per garantirne la fruizione da parte di tutta la collettività

Di quale dispositivo di governance? associazione 

via Magnaghi 59 Garbatella, Roma 00154 Italia

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Millepiani coworking

Millepiani coworking

E’ una realtà collaborativa, come poche, che racchiude: imprese stabili, grafici/design, start up, cittadini comuni, studenti. Ha difficoltà spesso a relazionarsi con gli attori politici e amministrativi, i quali tendono ad affidare gli spazi attraverso bandi pubblici. Il Millepiani coworking opera in uno spazio pubblico ad affidamento diretto, i cui locali rischiano di essere oggetto di bando pubblico; non paga un canone d’affitto essendoci un accordo con il Municipio per uno scambio di servizi. Non ci sono proventi , coloro che operano nel coworking pagano quote differenziate a seconda dell’attività per coprire le spese della struttura. Attiva collaborazione con CONFARTIGIANATO, Camera di Commercio e porta futuro (che realizza convenzioni per le start up) per giungere alla sottoscrizione di un accordo. Il Millepiani coworking ha un bacino di utenza ampio che comprende non solo giovani imprese o start up ma anche cittadini con idee da realizzare, come ad esempio giovani laureati in archeologia che sviluppano attraverso il coworking le loro competenze, disoccupati di ritorno che tentano di mettersi nuovamente in gioco, terzo settore (cooperativa che lavora con la ALS per il reinserimento di disabili).

Comunità collaborativa che se ne prende cura

Ci sono cittadini, associazioni, imprenditori o commercianti, scuole, università o altre istituzioni culturali che si stanno prendendo cura (o hanno manifestato l’intenzione di prendersi cura) di questa risorsa condivisa nell’interesse della collettività? Si

Come si chiama la comunità? Millepiani

Governance

Questa comunità collaborativa ha dato vita a una forma di gestione della risorsa condivisa che sia sostenibile dal punto di vista ambientale, economico, sociale, culturale per garantirne la fruizione da parte di tutta la collettività

Di quale dispositivo di governance? Cooperativa

Via Nicolo Odero 13 garbatella, Roma 00154 Italia

http://www.millepiani.eu