Verso Savio 2030: la co-governance per lo sviluppo sostenibile della Valle del Savio

L’Unione dei Comuni della Valle Savio ha avviato a luglio 2019 Verso Savio 2030, percorso strategico volto a sviluppare un kit di politiche e di strumenti legali che favoriscano la collaborazione tra pubblico, privato e comunità nella realizzazione di progettualità che siano volano per l’innovazione sociale, digitale e tecnologica. Il percorso è realizzato con il supporto tecnico dell’NGO startup LabGov.City, laboratorio di ricerca scientifica e applicata, innovazione e sperimentazione attivo presso l’Università autonoma LUISS Guido Carli.  Il team interdisciplinare LabGov.City è intervenuto nel far emergere il valore del territorio e accompagnare gli stakeholder nella sua esplorazione, identificando le opportunità attraverso cui renderlo generativo; ha interpretato la domanda pubblica e attualmente è impegnato nell’interpretazione di quella privata attraverso l’ingaggio degli stakeholder nelle sperimentazioni. Parallelamente sta facendo emergere eventuali competenze integrabili da partner nazionali ed internazionali. Obiettivo del progetto è attivare l’ecosistema dell’innovazione al fine di  garantire ai cittadini della Valle del Savio un’elevata qualità della vita, grazie allo sviluppo di soluzioni innovative nell’ambito della mobilità e del turismo sostenibili che possano efficacemente indirizzare le scelte dell’Unione. 

CONTESTO Sviluppare strategie e soluzioni a prova di futuro è una necessità resa oggi tanto più urgente dall’emergenza sanitaria mondiale in corso, da molti interpretata come un’anticipazione di possibili crisi socio-economiche future o come un test generale rispetto alle conseguenze di una non adeguata gestione dei rischi ambientali e climatici. Dal vissuto di questi mesi, in cui il lockdown dovuto al COVID-19 ha modificato le nostre abitudini, emerge anche la nuova consapevolezza che alcuni comportamenti possono essere modificati senza eccessiva resistenza (ad es. passaggio per molti a modalità di smart working).  Ora l’esigenza di ripartire velocemente rischia di confliggere con l’attenzione eco-sistemica a cui siamo stati costretti in questi mesi. Il ritorno ai vecchi modelli economici tradizionali potrebbe avere, però, ripercussioni devastanti a livello non solo ambientale. Per quanto la crisi economica attuale costituisca per alcuni versi un unicum, le conseguenze delle dinamiche messe in campo per rispondere alla crisi finanziaria del 2007-2008 possono ugualmente costituire un efficace monito: il rallentamento economico nel 2009 portò ad una riduzione delle emissioni di gas serra seguito da un livello record nel 2010. Questo aspetto diventa tanto più stringente se posto in correlazione con l’incidenza dei casi di infezione virale da COVID-19 con le concentrazioni di particolato atmosferico (es. PM10 e PM2,5) [Goldman, 2020]. A incidere su questo aumento contribuirono significativamente misure governative di rilancio economico, non adeguatamente attente alle conseguenti esternalità ambientali negative. Questo schema rischia di ripetersi anche oggi, che la posta in gioco è anche più elevata, rendendo possibile o meno il raggiungimento degli obiettivi posti dall’accordo di Parigi del 2015 (limitare l’innalzamento del riscaldamento globale alla soglia critica di 2°C) e del rilancio verso l’obiettivo della neutralità climatica dell’UE entro il 2050. Le analisi condotte dall’agenzia internazionale di consulenza strategica McKinsey suggerisce che mobilitando un capitale di 75-150 miliardi di euro verso investimenti volti alla decarbonizzazione si possa:

  • produrre da 180 a 350 miliardi di valore aggiunto lordo 
  • generare fino a tre milioni di nuovi posti di lavoro
  • consentire una riduzione delle emissioni di carbonio dal 15 al 30 percento entro il 2030.

Al contrario una ripresa ad alto contenuto di carbonio non solo potrebbe rendere difficile il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi ma le ingenti spese per gli aiuti e gli incentivi potrebbero lasciare i governi troppo deboli per pagare in seguito i tagli alle emissioni. Tuttavia trovare una formula di recupero a basse emissioni di carbonio e ad alta crescita non è facile, richiedendo la valutazione di misure di stimolo rispetto a fattori complessi tra cui impatto socioeconomico, impatto sul clima e fattibilità. Anche per questa ragione è fondamentale che misure orientate a questi obiettivi siano disegnate coinvolgendo diversi stakeholder. La ricerca e l’innovazione, comprese l’ecoinnovazione e l’innovazione sociale, sono uno dei principali motori della crescita futura e sono state poste al centro della strategia Europa 2030. Gli appalti pubblici possono avere in questo un’importante funzione strategica, generando innovazione e sostenibilità. Grazie al Green Public Procurement (GPP) le Pubbliche Amministrazioni possono influenzare il mercato, le imprese e i prodotti/servizi favorendo non solo la diffusione dell’innovazione tecnologica, ma al contempo il raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale. Il GPP può, inoltre, favorire l’integrazione delle considerazioni ambientali nelle altre politiche (trasporti, energia, ecc.) e stimolare l’acquisizione di una maggiore consapevolezza ambientale da parte dei cittadini. 

METODO Perseguire questi obiettivi richiede che le città assumano il ruolo fondamentale di piattaforme per l’innovazione locale, sociale od economica. Per riuscire in questo intento è necessario costruire un contesto istituzionale di governance urbana disegnato per facilitare la produzione di conoscenza in maniera collaborativa e aperta, che può essere  ricondotto all’approccio della “Città Collaborativa” (o, per brevità, “Co-Città”). Teorizzata da Sheila Foster e Christian Iaione, la Co-Città tende a realizzare questo contesto istituzionale attraverso un modello di co-governance urbana a tre livelli: condivisione, collaborazione e policentricità [Iaione, 2016; Iaione e Foster, 2016].  Il processo necessario a questa costruzione può essere stimolato attraverso la metodologia elaborata da LabGov a partire dalla ricerca pluriennale Co-City Protocol, sperimentato attraverso progetti sul campo da LabGov e operazionalizzato e approfondito da ulteriori ricerche condotte da Elena De Nictolis, Anna Berti Suman, Monica Bernardi, Fabiana Bettini, Chiara Prevete e Alessandro Piperno in diverse città italiane. Gli esiti di queste ricerche applicate sono stati posti in dialogo con indagini approfondite condotte in più di 100 città che presentavano diversi contesti geopolitici e oltre 200 casi studio scelti su scala globale.  L’approccio Co-Città è stato forgiato da LabGov con e per città, o aggregazioni di città, i cui poteri pubblici intendono trasformarsi in piattaforme abilitanti per la creazione o emersione di ecosistemi locali condivisi, collaborativi e cooperativi per l’innovazione sostenibile. Tale approccio alimenta l’opportunità di strutturare nella città un ecosistema istituzionale e produttivo composto da piattaforme di co-governance dei beni comuni presenti nella città, applicando meccanismi di co-governance ad ambiti strategici per gli ecosistemi locali favorendo la convergenza di cinque tipologie di attori («Modello di governance dell’innovazione urbana basato sulla Quintupla Elica: pubblico, privato, cognitivo, sociale e civico») su obiettivi e progetti di sviluppo sostenibile, caratterizzati da innovazione tecnologica/digitale e sociale.  Attraverso il lavoro di ricerca Co-Cities condotto durante questi ultimi 5 anni, è stato sviluppato inoltre il primo indice in grado di misurare come le città stiano implementando il diritto alla città attraverso modelli di co-governance. Il Co-Cities Index, dunque, rappresenta uno strumento fondamentale per la comunità internazionale per misurare l’implementazione di alcuni degli obiettivi fissati dalla New Urban Agenda delle Nazioni Unite (come gli obb. 13 e 19) e/o di alcuni Sustainable Development Goals (11, 16 e 17 e in particolare 16.7, 17.17, 17.19).

PROCESSO A partire da tali istanze a luglio 2019 ha avuto avvio Verso Savio 2030: un percorso promosso dall’Unione dei Comuni Valle Savio e realizzato grazie al supporto tecnico dell’NGO startup LabGov.City, il laboratorio di ricerca scientifica e applicata, innovazione e sperimentazione attivo presso l’Università autonoma LUISS Guido Carli.  L’Unione dei Comuni della Valle Savio, costituita nel 2014 dai Comuni di Bagno di Romagna, Cesena, Mercato Saraceno, Montiano, Sarsina, Verghereto, in questi anni ha iniziato a strutturarsi ed è divenuta effettiva definendo ruoli e funzioni conferite dagli Enti. Oltre all’adempimento normativo da cui è scaturita, l’Unione mira ad essere per il territorio un’opportunità per lo sviluppo di una politica d’integrazione che favorisca la nascita di un ecosistema generativo ed innovativo. Ha perciò deciso di intraprendere un percorso che consentisse il rafforzamento dell’identità comune al fine di riconoscersi come rete; lo sviluppo di strategie territoriali condivise; la generazione di cultura del cambiamento, della collaborazione e della cooperazione incentivando azioni concrete che coinvolgano anche i cittadini e gli attori della società civile (cittadini e loro associazioni di cittadini, ordini professionali, imprenditori). I 6 Comuni dell’Unione condividono due importanti infrastrutture, una naturale ed una artificiale: il fiume Savio e la strada E45. Due infrastrutture fondamentali per alimentare lo sviluppo del territorio, attraversato da flussi commerciali internazionali (in arrivo dal porto internazionale di Ravenna e diretti verso lo snodo costituito da Roma) e caratterizzato dalla presenza di numerosi elementi attrattivi sotto il profilo culturale, naturalistico, spirituale e dell’economia del benessere della persona. Al contempo entrambe queste infrastrutture sono interessate, in maniera diversa, dalle sfide poste dall’emergenza climatica e ambientale in atto (ed es. dissesto idrogeologico, tassi di inquinamento tra i più elevati di Italia ed Europa, rischi per la salute delle persone e riduzione della sicurezza stradale). Fenomeni climatici estremi hanno già interessato la Valle Savio, rendendo manifesta l’esigenza per l’Unione di assumere quale premessa e obiettivo delle proprie azioni l’emergenza climatica e la necessità di porre in essere tutte le misure volte a contrastare il surriscaldamento del pianeta, in accordo con quanto indicato dalle policy europee, nazionali e regionali e gli obiettivi posti dai Sustainable Development Goals (SDGs). Al contempo l’Unione è stimolata a identificare le proprie future linee di sviluppo e gli strumenti per la loro concreta attuazione cogliendo le opportunità derivanti dalle nuove tecnologie, dalla digitalizzazione, dall’introduzione di sistemi di energia pulita e dalle infrastrutture di trasporto innovative e sostenibili.

CHEAP TALKING

La prima fase del Co-City Process (o Policy Cycle) è detta Cheap Talking, mutuando la dicitura dalla Teoria dei Giochi. Si pone l’obiettivo di favorire la condivisione di conoscenza per acquisire orizzonti di senso comuni, familiarizzare con nuovi strumenti, conoscere casi di ispirazione. Il team LabGov ha acquisito informazioni relative all’Unione dei Comuni della Valle Savio (territorio, contesto economico-sociale, evoluzione dell’istituzione e del suo quadro normativo). Il professor Christian Iaione, dalla professoressa Annalisa Giusti e dal PhD. Giovanni Pennetta sono state condotte 2 sessioni di capacity building rivolte ai dirigenti, responsabili del servizio, sindaci e giunte dei 6 Comuni sugli strumenti amministrativi utili alla co-governance e presentazione di best practice per esplorarne le applicazioni. Attraverso un workshop facilitato con approccio design thinking, sono state identificate le forme di co-governance che possano permettere a partenariati pubblico-privato-comunità di lavorare  nell’ambito dell’Unione su forme di innovazione sostenibile: nuovi modelli economici che utilizzano le nuove tecnologie per lo sviluppo sostenibile del territorio, nel rispetto delle diversità e specificità locali e con meccanismi inclusivi.  I due ambiti strategici d’azione così identificati sono:

      • un meccanismo di co-governance per il Fiume Savio volto a generare soluzioni per la sua preservazione e conservazione attraverso un’azione integrata di cura condivisa dedicata all’acqua, in quanto risorsa essenziale per il territorio e non potenziale minaccia, e progetti di turismo sostenibile centrati su sport, cultura, paesaggio, benessere che ne facciano la base per un modello di economia di VALLE DEL BENESSERE; 
      • la graduale decarbonizzazione della mobilità attraverso TRE iniziative: il ripensamento della E45 come INFRASTRUTTURA SOSTENIBILE, il RAMMENDO LOGISTICO, la costruzione di una PIATTAFORMA di MOBILITA’ COLLABORATIVA ELETTRICA.

MAPPING

La seconda fase del CoCity Process prevede che attraverso delle collaboration jam possa essere tracciato in maniera condivisa un quadro di contesto rispetto alle aree d interesse, al fine di far emergere lo stato dell’arte e identificare gli stakeholder da coinvolgere. La ricerca condotta dal team LabGov ha mostrato come importanti progetti e sperimentazioni, volte a sviluppare innovazioni rispetto alle infrastrutture identificate dal percorso o dedicate alla crescita di ambiti specifici quali il marketing territoriale, fossero già attive a livello locale o attraverso il coordinamento tra i Comuni, richiedendo di essere efficacemente sincronizzati (per moltiplicare la loro efficacia e scalare a livello dell’Unione). In un workshop rivolto a dirigenti, responsabili del servizio, sindaci e giunte sono state mappate possibili azioni attraverso cui generare nuovi modelli economici che utilizzano le nuove tecnologie per uno sviluppo del territorio attento agli impatti generati (economici, sociali ed ambientali), capace di essere inclusivo e rispettoso delle diversità e specificità locali.

PRACTICING

La terza fase del CoCity Process coinvolge gli stakeholder emersi dalla mappatura del contesto, con l’obiettivo di sviluppare con loro nuove strategie di implementazione e progettualità prototipali attraverso cui verificarne l’efficacia. È stato realizzato un governance camp di una giornata che ha coinvolto oltre 60 partecipanti provenienti dai 6 Comuni dell’Unione e appartenenti alle 5 tipologie di attori rappresentati nella quintupla elica (pubblico, privato, cognitivo, sociale e civico). I lavori sono stati introdotti da Francesca Lucchi, assessore alla Sostenibilità Ambientale e Progetti Europei del Comune di Cesena. Paola Verdinelli, ​Presidentessa ​ ​Agenda Tevere Onlus, e Bianca Cherubini, Organisation&Education Coordinator e Analyst per Motus-e, hanno ispirato i presenti condividendo informazioni su casi di successo. Supportati da mentor esperti in diversi settori i partecipanti hanno sviluppato in una sessione facilitata attraverso strumenti di service design, azioni strategiche, a partire dal quadro emerso dalle fasi precedenti. Per abilitare tali azioni è stato strutturato un primo possibile kit di strumenti:

      •       programmazione strategica e integrata per la Valle del Savio volta alla valorizzazione della valle a partire dalla sua infrastruttura principale – il fiume Savio – attraverso progetti di turismo sostenibile centrati su sport, cultura, paesaggio, benessere e che funga da raccordo delle diverse iniziative già in atto presso le diverse realtà territoriali della Valle del Savio;
      •       utilizzo di forme contrattuali che valorizzino l’apporto innovativo del privato, quali procedure negoziate con bando, dialogo competitivo, partenariati per l’innovazione, appalti precommerciali, con lo scopo specifico di indirizzare gli investimenti sull’infrastruttura E45 e avviare una graduale decarbonizzazione e promuovere forme di mobilità sostenibile elettrica alimentata da fonti rinnovabili;
      •       creazione di una agenzia per l’innovazione sostenibile, sul modello della fondazione di partecipazione, volta a regolamentare il partenariato pubblico-privato-comunità in quanto negozio giuridico a struttura aperta con scopo non lucrativo e patrimonio destinato al raggiungimento di un obiettivo predefinito;
      •       inserimento degli strumenti e delle misure sopra menzionati nel quadro di programmazione per l’innovazione sostenibile dell’Unione dei Comuni della Valle del Savio denominata “Savio 2030”, impegnando i Comuni con una delibera di indirizzo alla condivisione degli obiettivi e alla programmazione delle future azioni.

PROTOTYPING

Nella quarta fase del CoCity Process i diversi stakeholder sviluppano in maniera collaborativa delle sperimentazioni on field delle progettualità strategiche ideate, al fine di perfezionare processo e strumenti in funzione delle evidenze generate. I prototipi sviluppati hanno complessità crescente, per passare dalla validazione dell’idea fino ai primi test in condizioni reali. È stato realizzato un evento pubblico al fine di compiere una prima proof of concept, presentando i primi esiti del percorso compiuto in un confronto che ha coinvolto i sindaci dei 6 Comuni, gli esperti che stanno accompagnando il processo e il presidente della Regione Stefano Bonaccini.  L’emergenza COVID-19 ha comportato la rimodulazione delle attività in digitale e la specificazione dell’oggetto delle policy, in funzione di una strategia di adattamento alle nuove esigenze. Sono stati organizzati 3 incontri con sindaci e amministratori locali per far emergere i desiderata dei 6 Comuni, verificare la coerenza tra gli obiettivi del processo e la pianificazione urbanistica e di settore, raccogliere ulteriori dati utili all’implementazione delle azioni strategiche e far emergere le specificità dei territori. Gli esiti delle interviste hanno offerto suggerimenti circa i possibili oggetti dell’Agenzia per l’innovazione sostenibile e del partenariato per l’innovazione: soluzioni innovative per la valorizzazione di ciclovie (es. Ciclovia Romea) e cammini (es. cammino di San Vicinio), per sperimentazioni di mobilità di comunità e trasporto pubblico elettrici-sostenibili e per la promozione turistica dell’ambito. Per saggiare le prime linee d’azione così costruite è stato realizzato un questionario rivolto a circa 25 stakeholder territoriali (imprese locali, big players) che il team multidisciplinare LabGov sta somministrando in questi giorni.  Il questionario è volto a testare la sensibilità degli stakeholder circa i temi della sostenibilità ambientale, valutare gli impatti della pandemia e del confinamento sulle scelte future delle organizzazioni, approfondire gli approcci possibili alla mobilità e al turismo sostenibile nel post Covid-19, introiettando nel processo le tendenze attuali nei due settori (es. car pooling, car sharing, micromobilità, Demand Responsive Transit Systems, piattaforme e membership turistica), individuare possibili sinergie tra le attività in essere delle imprese ed il processo ed infine raccogliere dati ed esperienze. L’interpretazione delle risposte degli stakeholder contribuirà alla costruzione delle sperimentazioni, consentirà di definire i ruoli degli attori del territorio e le modalità di ingaggio in Verso Savio 2030. Tali output saranno presentati alla Regione e alle agenzie competenti in materia di trasporti e turismo per poter costruire insieme attività a supporto del territorio, capaci di attrarre capitali secondo diverse modalità di finanziamento e/o investimento.

CONCLUSIONI La sperimentazione condotta con l’Unione dei Comuni della Valle del Savio sta permettendo di far emergere con forza, tanto per i centri urbani quanto per gli ambiti territoriali con differenti caratteristiche, la volontà di ragionare ed agire come un sistema coeso dal punto di vista territoriale e proteso ad un fine comune. Tale ricchezza si è tradotta anche nell’opportunità di lavorare a sperimentazioni prototipali che avranno la possibilità di essere testati in maniera incrementale e multiscalare, in modo tale da poter arrivare rapidamente ad un cambiamento di sistema. Tutto ciò è stato possibile grazie alla capacità di visione dell’Unione dei Comuni e alla prontezza all’innovazione dei soggetti coinvolti.  LabGov.City ha potuto così arricchire la sperimentazione del Co-City protocol, attivando competenze in ambiti diversi: dalle politiche pubbliche agli aspetti legali, dalla pianificazione strategica al service design, fino agli aspetti di fattibilità economica. La capacità di ibridare simili competenze attraverso un modello rodato ha consentito l’attivazione di un ecosistema ricco e collaborativo, capace di orientare le proprie azioni verso il miglioramento delle condizioni di vita del territorio in cui opera generando innovazione sociale, digitale e tecnologica.

LabGov.City Team: Christian Iaione, Annalisa Giusti, Azzurra Spirito, Elena DeNictolis, Giovanni Pennetta, Luna Kappler, Alessandro Piperno, Pier Paolo Zitti.